Conoscere la realtà dello spirito

La vita dell’uomo è spesso concentrata sulla dimensione strettamente corporea e materiale dell’esistenza. In realtà, il corpo è solamente la metà dell’essenza umana: l’altra è rappresentata dallo spirito.

Lo spirito e il corpo

SpiritoDobbiamo pensare all’esistenza come se fosse caratterizzata da due differenti dimensioni: da un lato quella corporea, a cui tutti siamo abituati, dall’altro quella dello spirito, che riguarda tutto ciò che è immateriale e che va oltre la concretezza quotidiana. Lo spirito riveste un ruolo fondamentale nella nostra vita, anche se molto spesso non ne siamo consapevoli. Nonostante siamo abituati a preoccuparci solamente della nostra dimensione corporea, dobbiamo iniziare a pensare anche all’altra metà della medaglia. Chiaramente ci si potrà domandare in che modo avere cognizione della nostra dimensione spirituale, del nostro spirito. Dal momento che il corpo e lo spirito sono strettamente connessi tra di loro, il corpo – e perciò la nostra consapevolezza – ha la possibilità di entrare in contatto, seppur parzialmente, con lo spirito.

Il primo strumento: i sogni

Una prima modalità per farlo sono i sogni. Anche se una parte di essi, come indica la scienza, può essere il prodotto di fantasie, paure e angosce, il sogno può talvolta essere un vero e proprio canale di comunicazione con il divino o, più in generale, con la nostra dimensione spirituale. Tutte le culture e le religioni attribuiscono al sogno particolari caratteri, in genere legati al contatto con il sovrannaturale. Questo vale anche per l’ebraismo (un facile esempio possono essere i sogni premonitori di Giuseppe raccontati in Genesi, 40-41), e per il cristianesimo, in cui il sogno, in base ai contesti e ai periodi, assume funzioni premonitrici, profetiche, di diretta comunicazione con il divino etc.

Nonostante oggi il sogno venga sempre più spesso letto in chiave prettamente psicoanalitica, ritengo che esso sia un potente strumento in grado di aiutarci nel nostro percorso di vita, talvolta mettendoci in guardia di fronte a delle difficoltà, talaltra suggerendoci la strada da intraprendere. È vero che delle volte i sogni sembrano avere un significato alquanto recondito, ma l’attenta osservazione del loro linguaggio e l’esperienza ci aiuteranno nel decifrarli.

i sogni e lo spirito

Grazie a un sogno possiamo riuscire a comprendere se c’è il rischio di incorrere in difficoltà di salute, se dobbiamo far prendere alla nostra vita un’altra piega, se il rapporto con qualcuno a noi vicino rischia di peggiorare o è poco sereno etc. Se, ad esempio, sogniamo di essere completamente bagnati o di aver preso un raffreddore, potremmo adottare un comportamento più prudente, coprendoci adeguatamente quando usciamo di casa e le temperature sono rigide, oppure evitando i colpi d’aria. Se invece sogniamo di fare un incidente, potremmo cercare di guidare con maggiore prudenza, abbassando al contempo il livello di velocità.

Al di là di questi esempi abbastanza banali, il sogno rimane una condizione profondamente personale, e per questo motivo non è possibile formulare regole assolute. Ciò che una determinata immagine onirica può rappresentare per una persona, per un’altra potrebbe avere un significato completamente differente. È dunque importante cercare di osservare i propri sogni e valutare eventuali connessioni con ciò che ci accade nella vita di tutti i giorni, stando attenti a non fare forzature o a dare ai sogni significati fantasiosi che poca attinenza hanno con le immagini che ci hanno proposto.

Comprendere il funzionamento dello spirito non è facile

La realtà dello spirito, com’è intuibile, è molto difficile da comprendere e spesso molte cose ci sfuggiranno: ciò è dovuto al fatto che le regole sulla quale è basata la nostra comprensione rispondono alla scienza, alla fisica, alla materia. Per lo spirito tutto va diversamente perché ha regole proprie che non hanno attinenza con quelle scientifiche. Osservando i nostri sogni, guardandoli attentamente e non dandoli per scontati o sottovalutandoli, potremmo riusciremo, pian piano, a capirne di più.

Per agevolare la nostra possibilità di sognare, è bene sempre chiedere a Dio di mostrarci la verità delle cose in sogno. Inoltre, per ricevere indicazioni utili per la nostra vita, dobbiamo allentare la “paura” della volontà di Dio, esortandolo a farci capire cosa desidera da noi e dalla nostra esistenza. Qualunque cosa potremmo capire attraverso i sogni – che poi dovremo essere in grado di interpretare correttamente – non dovrà spaventarci poiché il fatto di non voler sapere una cosa non fa che quella cosa non esista. Allo stesso modo, desiderare qualcosa a tutti i costi potrebbe influenzare i nostri sogni, facendoci correre il rischio di prendere un granchio.

Il secondo strumento: percezioni, sensazioni e intuizioni

senzazioni, percezioni, intuizioniPossiamo avere cognizione della dimensione dello spirito anche grazie a tutte quelle percezioni, sensazioni, intuizioni – che comunemente vengono definite sesto senso – che altro non sono che modalità di comunicazione tra il piano spirituale e quello corporeo. Sarà capitato a molti di intuire qualcosa di positivo o negativo prima di compiere un’azione, oppure di avere la sensazione che si stia per verificare qualcosa (anche di banale, come la telefonata di una persona alla quale proprio in quel momento o poco prima stavamo pensando).

Una contemplazione e una preghiera profonde, condotte nel silenzio e nell’abbandono, possono condurre l’uomo a sfiorare lo spirito, aprendolo alla possibilità di un contatto più ravvicinato con Dio. Intuizioni, sensazioni e percezioni, in momenti di profonda concentrazione e rilassamento, si fanno infatti più spiccate. Queste, insieme ai sogni, sono occasioni preziose per riuscire a comprendere la consistenza dello spirito.

I percorsi spirituali che ci allontanano da Dio

Non dobbiamo affatto pensare che tutto questo non abbia a che vedere con la fede. Siamo composti da due parti, spirito e corpo, e nella nostra esistenza dobbiamo tenere conto di entrambe le dimensioni.

Spesso si pensa che per elevare lo spirito sia sufficiente pregare, contemplare, meditare. In realtà ciò di cui abbiamo bisogno è, sì, elevare lo spirito, ma condurlo nella direzione di Dio. Oggi, molti dei percorsi spirituali che vengono proposti seguono filosofie, religioni e credenze di vario tipo che professano spesso che il vero dio siamo noi o che è dentro noi stessi, che legano il fine dell’uomo alla pratica dell’amore universale oppure che chiamano in causa o invocano energie e spiriti di dubbia natura. Così facendo, credendo di elevarci, ci allontaniamo da Dio, inseguendo false prospettive e aspettative e  creando “falsi” idoli e dèi, i primi dei quali rischiamo di essere proprio noi stessi.

Per elevare lo spirito verso Dio dobbiamo pregare, contemplare, meditare, ma soprattutto amare. Può sembrare una cosa fin troppo semplice, ma l’amore sincero, totale, profondo, quello che mostra che il nostro cuore è aperto a Dio, ci permette di avvicinarci a Lui, dando la possibilità anche al nostro spirito di acquisire forza e fermezza.

Gesù parla frequentemente del Regno dei cieli. Questo, oltre a essere considerabile anche una condizione che possiamo sperimentare proprio in questa vita, è soprattutto un luogo altro, certamente riservato allo spirito. L’accesso al Regno dei cieli è quindi subordinato a seguire l’insegnamento di Gesù, cioè a seguire la legge dell’amore, che ci conduca realmente a Dio e al prossimo. Credere di fare bene amando gli altri ma rinunciando alla ricerca di Dio significa scegliere di perdere la metà di noi stessi.

Uno spirito pulito

È molto importante cercare di tenere limpido il nostro spirito. Se il corpo influenza lo spirito e viceversa, ogni azione corporea che comporta una sorta di “contaminazione” influenza negativamente anche il nostro spirito. Questo vale, ad esempio, per i sentimenti negativi – odio, rancore, vendetta, rabbia, invidia – e per il ricorso al piacere fisico in modo smodato ed esagerato. Può sembrarci banale soffermare l’attenzione sulla purezza dello spirito, ma è di fondamentale importanza per mantenere pura la totalità di noi stessi.

È bene iniziare a riflettere fin da oggi sulla realtà del nostro spirito, cominciando a considerare e osservare con occhi nuovi i nostri sogni, ma anche tutti quei piccoli segni che la società spesso cerca di ricondurre al “caso”. Ma il caso è solo un modo attraverso cui gli uomini spiegano (in realtà senza spiegare) ciò che non sono ancora riusciti a comprendere.

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