Religione e politica: Dio vuole che un cristiano voti?

Ho un’amica Testimone di Geova e dice che non è giusto votare per le elezioni perché Dio non vuole. È vero?

Anna Maria


RISPOSTA

Cara Anna Maria,
Per quanto ho avuto modo di verificare direttamente sul sito ufficiale, loro mantengono la “neutralità politica”. Letteralmente scrivono “Non esercitiamo pressioni politiche, non votiamo a favore di un partito o dei relativi rappresentanti, non ci candidiamo per incarichi governativi e non partecipiamo ad azioni sovversive.” (Fonte: sito jw.org).
Il punto essenziale è come vengono considerati i testi biblici: se come un insieme di regole da applicare rigidamente (e poi bisogna capire come vengono interpretati) o come una fonte che  permette di comprendere la storia del popolo d’Israele, l’esperienza di Gesù e la nascita del Cristianesimo. La mia visione intorno al modo in cui considerare i testi sacri, anche in funzione degli studi che faccio, è la seconda (puoi leggere questo contenuto per capire meglio come la penso).

Fatta questa premessa indispensabile, non sono affatto d’accordo con l’idea che Dio non voglia che le persone vadano a votare. In realtà questa è una scelta che ognuno dovrebbe compiere liberamente, cercando sicuramente di prediligere i partiti onesti, i candidati che, anche moralmente, riflettono una visione cristiana della vita. Dio non è contrario alla partecipazione attiva delle persone alla vita politica. Perché mai dovrebbe esserlo? Si può decidere di astenersi dal voto, si può andare a votare magari solo quando si è realmente convinti di un candidato o un gruppo politico, ma chiamarsi fuori dalla realtà politica in questo modo, soprattutto oggi, mi sembra una scelta precipitosa, in particolare se avviene in forza di un presunto volere di Dio. La vera sfida è contribuire, anche attraverso la politica, al miglioramento della società.

Il mio consiglio, per te, è di riflettere in coscienza se vuoi dare il tuo voto a un partito, se qualcuno ti convince pienamente e vuoi dargli fiducia. Sarai libera di votare o di non votare, ma mi sento di rassicurarti sul fatto che Dio non ha nulla in contrario con l’espressione del diritto di voto.

Le esortazioni contenute nei testi evangelici in merito al “non appartenere al mondo”, che mi sembra che i Testimoni di Geova utilizzino, tra le altre citazioni, come base scritturistica per questa posizione di neutralità politica, non credo vadano intese come la necessità di un allontanamento dalla vita civile e politica, ma come un non farsi schiavi del mondo e delle cose materiali. La differenza, nelle azioni dell’uomo, la fa l’intenzione.

Un abbraccio
Marco

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