La tua guida spirituale

Molte persone, oggi, sentono la necessità di cominciare un cammino spirituale, un modo per rientrare in contatto con se stessi e soprattutto con Dio. Per questo sono in tanti a cercare una guida spirituale, senza però delle volte sapere con esattezza che cosa significa svolgere questo ruolo.

Cos’è una guida spirituale

Trovare la tua guida spiritualeGuida spirituale è chi, dopo aver compiuto in prima persona parte del cammino di ricerca, vuole aiutare gli altri a fare altrettanto, portandoli a sviluppare la propria dimensione spirituale e a porli in cerca di Dio. Si tratta di un compito molto importante, perché si ha la responsabilità di consigliare ed esortare alla ricerca coloro che vogliono compiere un cammino spirituale. Tale ruolo richiede una grande maturità personale e la capacità di saper condurre ognuno alla scoperta della propria strada, soprattutto lasciando che sia lui a percorrerla con serenità e senza imposizioni o costrizioni. Una guida deve saper accompagnare, esortare, far riflettere, ma deve ben guardarsi dall’imporre la propria visione, indottrinare, suggestionare. È dunque importante diffidare sempre da coloro che adottano atteggiamenti che minano la nostra libertà di pensiero, in quanto, anche se spesso non ce ne accorgiamo, il rischio del lavaggio del cervello è reale, soprattutto su queste tematiche.
Una guida spirituale, inoltre, deve avere una conoscenza profonda della strada che vuole aiutare a percorrere, nel nostro caso quella che va nella direzione del cristianesimo, di Dio e della scoperta dell’insegnamento di Gesù.

Cosa vuol dire compiere un cammino spirituale

Per un cristiano, o chi vuole avvicinarsi al cristianesimo, compiere un cammino spirituale significa iniziare a (ri)leggere e (ri)scoprire l’insegnamento di Gesù e intraprendere un percorso di ricerca che porti, attraverso di lui, alla scoperta di Dio. Un cammino spirituale è quindi in grado di cambiare il proprio modo di vedere le cose e la realtà, permettendo al contempo di dedicarsi alla ricerca interiore.

Come spiegato nella pagina sullo spirito, quest’ultimo deve essere considerato come l’altra metà di noi stessi, un elemento essenziale tanto quanto il corpo. È per questo che ogni cammino spirituale deve essere finalizzato alla ricerca di Dio. Molti di quelli che vengono proposti non hanno Dio come punto di arrivo, ma una sorta di autocoscienza, di relazione approfondita con il proprio spirito; altre volte, nei casi peggiori, questi “maestri” chiamano in causa forze ed energie tutt’altro che positive, che finiscono solo per disturbare e ostacolare la ricerca spirituale, non spingendola nella direzione di Dio.

Come iniziare a camminare con la propria guida spirituale

Insegnamento di GesùPuò essere molto utile l’ausilio di una guida spirituale, che sappia come consigliarci e indirizzarci, ma dobbiamo ricordare che la prima, grande guida che possiamo seguire è proprio Gesù. La lettura della sua esperienza di vita e del suo insegnamento può dirci molto sulla realtà dello spirito e su quella costante ricerca del Regno dei cieli che dobbiamo fare nostra.

Il primo passo della nostra ricerca spirituale è avvicinarci alla lettura della Bibbia e, in particolare, dei vangeli. Se letti con attenzione e consapevolezza, permettono di scoprire l’essenza del messaggio cristiano e dell’esperienza di Gesù. A questo studio possiamo abbinare l’inizio del percorso spirituale vero e proprio, che avviene attraverso gli strumenti della preghiera, della contemplazione e della riflessione sulla realtà dello spirito.

Come comprendere e seguire Gesù Maestro

Non sempre è facile comprendere a pieno il significato delle parole di Gesù, soprattutto perché talvolta nella nostra mente riecheggia la lettura che ne hanno fatto le chiese, collegando delle volte i suoi gesti e i suoi miracoli a dogmi, riti e obblighi formali. Inoltre, la cultura ebraica, la mentalità del tempo e la complessità del testo, delle volte possono rendere impegnativa la lettura e richiedere un ulteriore approfondimento. Proprio per questo motivo, un sostegno, un consiglio, una spiegazione possono aiutare a comprendere meglio gli episodi narrati, fornire un aiuto pratico in determinate circostanze in cui sembra più difficile mettere in atto quanto scoperto.

Come leggere la bibbiaEcco cosa dovrebbe fare ogni uomo che intende iniziare un cammino spirituale:

Dedicare del tempo alla lettura dei vangeli, così da venire a conoscenza del messaggio di Gesù.  In particolare, prestiamo attenzione alle esortazioni sull’amore per Dio e per il prossimo, sul perdono, sulla preoccupazione per il domani, sulla giustizia, sul coraggio, sulla fede, sulla volontà di Dio etc.

Traduciamo quanto imparato in azione. Ad esempio sforziamoci di lasciarci alle spalle − quindi di perdonare − anche un piccolissimo torto che ci hanno fatto; cerchiamo di liberarci dalla paura del domani, ricordandoci che avere fede in Dio significa contare anche sulle Sue forze oltre che sulle nostre.

Dedichiamoci alla ricerca costante, approfondendo la nostra spiritualità attraverso la preghiera e la contemplazione. Al contempo, cerchiamo di capire meglio cos’è e come funziona lo spirito, comprendendo cosa significano e che valore possono avere i sogni, le percezioni, le intuizioni, le sensazioni.

Cosa significa dare una mano per seguire Gesù

Offrire il proprio aiuto a quanti sono in cerca di Dio significa:

– essere presenti quando è necessario, ma lasciare che sia anche il tempo e la capacità personale a guidare verso di Lui;
– confrontarsi e dialogare, non per imporre la propria visione, ma per capire il senso della visione dell’altro e magari da questa trarre del bene.
– accompagnare nella scoperta di un insegnamento, sapendo però collocarlo nel contesto storico e culturale dell’epoca;
– non imporre niente a nessuno, non fare lavaggi del cervello o voler cambiare le persone;
– offrire, proporre, raccontare, spiegare, ma tutto questo senza inculcare o dare per scontato alcunché.

L’obiettivo rimane riuscire a imboccare la propria strada, per imparare ad ascoltarsi e per riuscire a (ri)trovare l’amore di Dio, anche quando si crede di averlo perso per sempre.

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Commenti(4)

  1. annaoldani scrive

    buon giorno , come si fa a cercare e trovare un buon padre spirituale?

    • Marco Papasidero
      Marco Papasidero scrive

      Cara Anna,
      credo che colui o colei che possa aiutare qualcun altro nella propria ricerca spirituale debba, in prima persona, essere in cammino. Non sono necessariamente i grandi dotti a dover fare da guida spirituale, anche perché non è la sapienza la dote più rilevante, ma la capacità personale di sperimentare la presenza di Dio. Solo se io ho sperimentato una cosa, posso aiutarti a sperimentarla. Solo chi sta compiendo un percorso di avvicinamento a Dio, di scoperta del suo reale linguaggio, della sua presenza, può guidare qualcun altro.
      Non posso esprimere un giudizio sugli altri, perché sarebbe superficiale. Ciò che posso dirti è che io cerco di sperimentare quotidianamente la realtà spirituale del cristianesimo, vivendolo in modo molto profondo e lontanto dalla formalità dei riti e delle chiese. Se vuoi una mano in questa direzione, che, sperando di non peccare di presunzione, mi sembra molto vera, puoi scrivermi un messaggio privato.
      Intanto, per farti un’idea più precisa del mio modo di vivere il cristianesimo, leggi gli articoli riportati nella home page del sito: http://semplicementecristiani.it/.

      Un abbraccio,
      Marco

  2. Concetta scrive

    Ciao Marco.
    Cosa ti ha portato a questa ricerca , tu sti anche molto giovane .

    • Marco Papasidero
      Marco Papasidero scrive

      Cara Concetta,
      diciamo che l’interesse verso la consisternza della mia fede è sempre stato basilare, fin dalla mia infanzia. Non c’è stato un evento particolare che mi ha spinto a questa ricerca, c’è sempre stata, ovviamente modificandosi col tempo, anche in funzione dell’età e della maturità.

      Un saluto,
      Marco

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