La Chiesa avrebbe salvato Gesù dalla Croce?

Ciao, Marco, sono profondamente indeciso se diventare protestante o meno. Ho ricevuto fin da piccolo un’educazione religiosa di stampo cattolico, eppure tante volte mi è passato per la testa che, se potessi abolire l’attuale Chiesa cattolica dalla faccia della terra, sarei il primo a farmi prete ed evangelizzatore della Parola di Dio. Sono, infatti, convinto che la Chiesa sia più un’istituzione politica volta a trovare nuovi adepti attraverso la diffusione della Parola di Dio nel mondo, più che a metterla in pratica per davvero e mettersi dalla parte dei più deboli. Si spaccia falsamente di essere la vera rappresentazione di Dio sul nostro pianeta, quando, invece, non avrebbe minimamente il coraggio di alzare un solo dito (mi riferisco all’uso della forza, non certo ad atti di beneficenza) per evitare la morte di innocenti.
Mi domando: se la Chiesa fosse esistita ai tempi della crocifissione di Gesù Cristo, avrebbe lottato fino alla morte pur di salvarlo o lo avrebbe lasciato morire in croce, in applicazione della Parola di Dio?

Pieralfonso

RISPOSTA

Ciao Pieralfonso,
scrivi che, se la Chiesa venisse abolita, saresti il primo a farti evangelizzatore. Be’, anche se la Chiesa rimane al suo posto, perché non scegliere ugualmente di dedicare parte del tuo tempo a questo? A insegnare il rispetto del prossimo, l’accoglienza, l’amore? In fondo non può che essere una cosa estremamente positiva per gli altri se condotta con amore e apertura.

christ-499655_640La domanda che poni non può avere risposta. Se la Chiesa, per assurdo, fosse esistita ai tempi di Gesù, forse avrebbe evitato la sua morte o forse no. La domanda che invece pongo a me stesso e anche a te è, al massimo, se l’avrebbe riconosciuto, cioè se avrebbe compreso chi era realmente. Credo sarebbe dipesa da questo la sua ipotetica scelta di intervenire o meno.

Per quanto riguarda l’uso della forza per aiutare gli innocenti, sono un po’ perplesso. Nell’ottica che mi sembri proporre, per aiutare un innocente è probabile che io debba arrecare del danno a qualcun altro. Nel caso delle tante guerre che ci sono nel mondo, la Chiesa (o le chiese) dovrebbe comporre un esercito e andare a combattere? Questa è la cristianità che Gesù approverebbe se fosse qui, una cristianità che in nome dell’amore e del suo nome utilizza la violenza, la forza? Io, personalmente, non credo. Al massimo, sarebbe auspicabile un fortissimo impegno “diplomatico” o comunque una presenza sul territorio che, come già numerosissime volte accade, tenti di lenire le sofferenze di chi è in difficoltà. Questo è un modo sublime di aiutare.

Infine, non posso fornirti alcun giudizio intorno all’operato della Chiesa cattolica, non solo perché io stesso sono il primo a pensare che non sia corretto giudicare l’agire di qualcun altro, ma anche perché la realtà della Chiesa − così come quella di altre comunità ecclesiastiche − è così complessa e sfaccetata che qualunque opinione in merito rischierebbe di apparire riduttiva e banale.

Un abbraccio
Marco

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