Essere guidati da Dio

Cari amici, molti di voi saranno partiti per le vacanze, qualcuno sarà già in spiaggia, molti staranno forse prendendo il sole proprio adesso. Altri, invece, saranno rimasti a casa, proprio come me. Colgo l’occasione di questo momento d’estate per provare a riflettere su un argomento che dovrebbe stare a cuore a ognuno di noi: l’essere guidati da Dio.

Nonostante il progresso, la scienza, la cultura, i diritti, spesso mi rendo conto che la maggior parte di noi, per quanto cristiana, non nutre il reale desiderio di farsi guidare da Dio. A questo proposito, ecco un piccolo racconto:

Un giorno, in un piccolo villaggio due uomini decisero di partire per un lungo viaggio per mare. L’uno, più saggio, preparando la sua valigia, decise di portare con sé una bussola, una carta del cielo in grado di rivelargli la direzione e persino un amico marinaio, esperto conoscitore dei mari. L’altro, meno avveduto, al momento di riempire la sua borsa, non mise nulla in grado di guidarlo alla meta, scegliendo di affidarsi al suo intuito di avventuriero. Entrambi partirono, ognuno con la propria nave. Una notte, una violenta tempesta spinse lontano dalla rotta le navi dei due viaggiatori. Quello più saggio, grazie alla guida del marinaio, alle stelle che indicavano la rotta e alla sua bussola, riuscì a riprendere la giusta direzione. Nonostante la grande tempesta, riprese con fiducia la rotta e giunse, dopo pochi mesi, sulla costa che rappresentava la sua meta. L’altro, al contrario, pur fronteggiando la tempesta, quando cessò si ritrovò in una posizione non chiara, solo e senza alcuno strumento per riprendere la rotta. Si affidò al suo intuito, ma iniziò a peregrinare per lunghi anni in mezzo al mare, non essendo in grado di individuare la direzione da seguire.
Entrambi viaggiatori, entrambi coraggiosi. L’uno conosce la rotta e si affida a ciò che può indicargliela. L’altro, pur con ottimi propositi, non ha nulla che possa fargli capire in che direzione andare.

essere guidati da DioQuesto piccolo racconto potrà suonare semplice, forse un po’ banale, ma ciò che mi interessa è poter riflettere sull’estrema importanza di avere con noi qualcosa che ci guidi, qualcuno in grado di prendere il timone e portarci sulla rotta stabilita.

Non ho dubbi che l’unico in grado di fare questo sia Dio. Lui conosce la rotta.

Essere guidati da Dio vuol dire molte cose, ma principalmente significa mettere noi stessi in condizione di essere guidati, e Lui in quella di poterci guidare. Tutto ciò può avvenire solamente se cominciamo a riflettere sul ruolo che Dio occupa nella nostra vita, sul fatto che Lui davvero può guidarci, sul provare a rimanere in ascolto della sua volontà, e solo dopo della nostra. Lo so, a parole sembra facile, nei fatti richiede impegno, dedizione, decisione.

Ognuno di noi ha una propria strada, ne sono convinto, ma credo anche che quella strada possiamo riuscire a seguirla solamente se Lui ci dà una mano, solamente se, di cuore, ci affidiamo. Seguire Dio, riuscendo a comprendere il significato profondo del messaggio di Gesù, non può che condurci al bene, all’amore e alla gioia, e questo nonostante sacrifici e rinunce (a volte bisogna avere la maturità di lasciare da parte ciò che può ostacolarci nel nostro cammino). La porta di cui parla Gesù è stretta non perché sia infelice, ma solo perché è difficile da attraversare. Ma si suol dire che quando il gioco si fa duro…

Un abbraccio
Marco

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Commenti(6)

  1. Giacomo scrive

    Racconto perfetto, grazie 😉

  2. Enrico scrive

    Molto bella questa meditazione, rispecchia il periodo che sto passando nella mia vita. Spesso quando attraverso periodi difficili, nonostante creda in Dio e nel Suo amore per noi, ho l’animo inquieto come se fossi una barca sballottata da una tempesta in mare aperto. Cerco la sua guida ma poi il mio volere prende il sopravvento perchè vedo che le cose intorno a me invece di migliorare peggiorano. Quando però lascio a Lui la guida, è vero che mi sento questo senso di impotenza e l’orgoglio ferito ma avverto anche una pace in questa tempesta come la luce di un faro nella nebbia…

    • Marco Papasidero
      Marco Papasidero scrive

      Ciao Enrico, capisco bene il tuo sentirti sballottato. Credo che affidarsi a Dio, cercando di capire cosa Lui desidera per te, sia la scelta migliore. Non devi sentirti impotente o con l’orgoglio ferito, perché la tua forza non dovrebbe stare nel tuo poter dire “faccio di testa mia”, ma nella consapevolezza di essere guidato da Dio. La guida di Dio, se si cerca con l’animo giusto e si riesce a trovare, non è una debolezza, ma una forza, credimi! Siamo abituati dalla società a vedere la forza in noi stessi, a essere vigorosi, capaci, all’altezza, ma facendo così cerchiamo di basare tutto su di noi, dimenticando che in realtà – e dobbiamo farcene una ragione – non possiamo vedere ciò che Dio vede.

      La guida di Dio non deve farti sentire impotente, ma, al contrario, potente. E poi, se riconosci tu stesso che quando lasci che Lui diriga la barca ti senti come se ci fosse la luce del faro nella nebbia, perché non scegliere di abbandonarti proprio a questo faro, facendo sì che sia l’unica guida della tua vita? Le nostre esperienze servono anche a darci una mano nel percorso. Io sono certo che nel proprio cammino di cristiano ognuno abbia la capacità di capire quando la propria volontà diventa un ostacolo alla propria felicità e a Dio stesso. Non si tratta di rinunciare alla felicità, ma di capire che quella vera non si raggiunge da soli ma con Dio e che spesso ci mettiamo da soli i bastoni tra le ruote. Un abbraccio! 🙂

  3. Enrico scrive

    Già, è proprio così… grazie per la risposta, un abbraccio anche a te 🙂

  4. massimo castaldi scrive

    bellissima questa storia!! lo stesso aiuto di quel marinaio lo chiedo anche io

    • Marco Papasidero
      Marco Papasidero scrive

      Ciao, se hai voglia di parlarne, scrivimi un messaggio privato dalla pagina “Contatti”. Sarò felice di ascoltarti e di risponderti.
      Marco

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