Questa è una parola che tutti siamo abituati a utilizzare quasi quotidianamente: ci capita di non avere il coraggio di chiedere qualcosa a una persona, di pensare di essere troppo poco coraggiosi per via delle nostre paure, di dire a qualcuno a noi vicino che non ha il coraggio di compiere un determinato gesto.

Ma, prima di tutto, cosa vuol dire esattamente la parola coraggio?
Per capirlo dobbiamo osservarla attentamente. Pronunciamola magari ad alta voce, più volte, così da farla risuonare. Dentro questa parola ne è contenuta un’altra, molto più familiare e amata da tutti: la parola cuore. Il termine coraggio, infatti, contiene dentro di sé la parola cuore (cor-aggio dal latino coraticum oppure cor habeo = ho cuore) proprio perché è il cuore e il sentimento che da esso germoglia a essere strettamente legato al concetto di coraggio.

snail-505511_640Il coraggio è qualcosa che nasce dentro al cuore, nel profondo di noi, nel nostro animo. È una forza che ci permette di rimanere forti di fronte ai pericoli, saldi nel momento in cui bisogna vedersela con le difficoltà, decisi di fronte ai rischi che la vita ci mette davanti; insomma, un’energia che non ci fa abbattere di fronte al male fisico o del cuore, che ci fa sopportare senza crollare e rialzarci se caduti.

Ogni giorno, nella nostra semplice quotidianità, siamo posti di fronte a piccole sfide, scelte, riflessioni, che chiamano in causa questa virtù: essere coraggiosi. Ognuno di noi desidera costantemente di essere “lasciato in pace” dalle difficoltà, dalle incomprensioni, dalle delusioni, dai disturbi del corpo. E questo è normale. Ma quando queste cose fanno capolino − è naturale che ciò accada perché siamo vivi e stiamo vivendo −, la cosa più importante è esercitare la virtù del coraggio; essere coraggiosi.

Avere coraggio non vuol dire che di fronte a un disturbo del corpo non dobbiamo tentare di porvi rimedio o lo dobbiamo accogliere con gioia. Vuol dire, invece, avere pazienza, rimanere forti e solidi nonostante il nostro corpo sia in un momento di difficoltà, sopportare (ma non subire disperandoci e lamentandoci) i fastidi che ne derivano. Il coraggio è la forza d’animo che fa sì che non cadiamo anche se colpiti, che mantiene il nostro cuore saldo e ben piantato sulle sue fondamenta.

Ovviamente, essendo il coraggio una manifestazione della nostra forza interiore, dobbiamo capire questa forza da dove trae vigore; in altre parole, che cos’è che ci fa essere coraggiosi nonostante il dolore o la sofferenza? La risposta a questa domanda è collocata proprio in noi stessi e nel nostro essere cristiani. La presenza di Dio nella nostra vita non deve essere uno slogan o un insieme da cose da fare. È nel momento delle difficoltà che la nostra fiducia in Dio viene messa davvero alla prova.

[blockquote name=”prova”] light-bulb-376926_640In una casa c’era un’ampia stanza illuminata da una bella e grande lampadina. La lampadina era collegata da un lungo filo all’impianto elettrico che l’elettricista aveva messo a punto da pochi giorni. Per giorni e giorni, ogni sera, la lampadina veniva accesa inondando di luce la stanza, tra la gioia di tutti i presenti che potevano condurre le proprie attività serenamente. Un giorno, però, giunse un forte temporale, con lampi e tuoni. Un fulmine cadde là vicino e la luce, improvvisamente, cessò. A nulla valsero i tentativi di premere più volte l’interruttore o svitare la grande lampadina. Dopo una notte passata al lume di candela, la famiglia capì che l’impianto elettrico non era adatto per sopportare i forti temporali. [/blockquote]

Ecco. La nostra fede è proprio come l’impianto elettrico della casa. Nei momenti in cui tutto va per il meglio, quando il sole splende e le nostre emozioni sono positive, il coraggio non ci manca. Ma quando le difficoltà si fanno avanti, quando proviamo dolore o sofferenza, quando inizia il temporale e cadono i fulmini, ecco che quella fede che sembrava così stabile inizia a vacillare e il nostro coraggio sembra sempre di meno. Il problema sta quindi nell’impianto, sta quindi nella qualità della nostra fede. Perché è la fede che alimenterà il nostro coraggio.

Ricordiamo che il coraggio che abbiamo nella vita, soprattutto nei momenti di difficoltà, è tanto forte quanto lo è la nostra fede. Se avremo vera fede avremo vero coraggio; se la nostra fede arriverà fino a un certo punto, anche il nostro coraggio si interromperà a un certo punto.

Il senso del coraggio sta proprio nella sua capacità di farci compiere azioni e assumere atteggiamenti che dimostrano la nostra forza interore, che poggia su una fede stabile e duratura. Non dobbiamo coltivare una fede apparente, che si ciba di formalità e ipocrisia, ma una fede che ci faccia essere ciò che siamo e dire ciò che pensiamo, nel rispetto assoluto dell’altro, ma non nella paura.

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